Chi siamo

Il mio nome è Susanna Grassi, coltivo viti e olivi nel Chianti, il cuore vitivinicolo della Toscana, in una proprietà, Casole, che appartiene alla mia famiglia dal 1600 come testimoniano gli antichi documenti che amorevolmente conserva il mio babbo Giuliano.
Da bambina avevo sempre pensato di occuparmi dell’azienda agricola, avrei voluto prendere anche il diploma di perito agrario, ma poi il corso della vita mi ha portato altrove. Ho vissuto molto all’estero, poi nel 1988 la laurea in economia mi ha spalancato le meravigliose porte del mondo della moda dove ho imparato come organizzare un’azienda: indipendentemente dal settore e dalla dimensione, chiunque produca qualcosa per venderlo necessita di una struttura aziendale in grado di rispondere al mercato, non è diverso per il settore vitivinicolo.
Alla fine degli anni ’90 comincia a farsi avanti il mio destino agricolo attraverso una casuale consulenza commerciale: questa esperienza mi riporta alla vecchia proprietà che da troppi anni avevamo abbandonato e resto folgorata da questo luogo ormai così diverso, vuoto e triste, ma di una bellezza sconcertante. Così è iniziata la mia avventura a I Fabbri. Ho iniziato senza un’esperienza specifica, avevo solo una montagna di bei ricordi e tre idee ben chiare, ovvero ridare la giusta dignità a quel luogo, produrre vini tipici di qualità in maniera tradizionale e vendere bottiglie con il nostro marchio.

La nostra storia

Casole appartiene alla famiglia Grassi dal 1600. I Grassi erano viticoltori, ma anche fabbri: possedevano un’officina situata nell’antico borgo affacciato sui poderi che ha affiancato per molti anni l’attività agricola. Da qui si origina il nome di questa località e dell’azienda.
Olinto, bis nonno di Susanna, aveva dedicato la sua vita a questa tenuta: era un uomo moderno, lungimirante, e negli anni ’20 avviò la vendita di vino imbottigliato, cosa non comune a quel tempo. Da Olinto la proprietà passò a Roberto: direttore di banca, amava moltissimo questo luogo, lo curava con maniacali premure. Decise di vendere le uve, anziché il vino: una scelta sicuramente redditizia che però vanificò gli sforzi commerciali del padre. Negli anni ’60 fu il turno di Giuliano, papà di Susanna. Giuliano era un giovane e brillante ingegnere, con una promettente carriera in campo energetico: decise di lasciare l’estero, dove viveva, per far ritorno a casa e occuparsi della tenuta, ma le difficoltà di quegli anni lo portarono successivamente a dare la proprietà in gestione.

Dopo qualche anno di abbandono della tenuta, nel 2000 Susanna crea l’azienda I Fabbri. Il ritorno alla vecchia proprietà, così vuota ma sempre di una bellezza sconcertante riaccese in Susanna la volontà di riprendere quei valori e quell’amore per la terra che avevano sempre accompagnato la sua famiglia. Con il desiderio di produrre vini tipici e di qualità, imbottigliati con un proprio marchio, I Fabbri hanno così ritrovato una nuova linfa e una nuova gestione “in rosa”.
Se la viticoltura è per molti aspetti ancora un mondo prevalentemente maschile, le donne produttrici – in Toscana e nel mondo – hanno dimostrato di avere una sensibilità particolare, un intuito naïf, un orientamento all’eleganza e alla gentilezza. Così è anche per I Fabbri.

Credo che chi lavora la terra, chi ama la natura ed è disposto ad accettarne tutte le conseguenze, abbia una grande forza d’animo e una forte spiritualità interiore. Una spiritualità che si esprime pienamente nell'intenso legame con i luoghi, i terrazzamenti, le colture, i paesaggi e quelle vigne che sono da noi curate quotidianamente come prole. Susanna Grassi